DISPOSITIVI DI SICUREZZA

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Perchè dispositivo di sicurezza? (DDS)

SHOEI ITALIA da oggi chiamerà tutte le proprie calotte con un nuovo nome, cancellando fin quanto possibile il termine “casco” dal proprio vocabolario.

Questa non è stata una scelta, bensì un’esigenza. Una necessità di distinguersi da quello che è il sempre più affollato mercato dei caschi. Abbiamo provato a chiedere sostegno alle istituzioni ed ad enti certificanti, senza grossi risultati e quindi abbiamo deciso di intraprendere un percorso da soli.

Potrà sembrare un azzardo, ma oggi più che mai sono necessari i fatti più delle parole e gli stimoli sono la chiave per riaccendere la curiosità, la passione e la voglia di conoscere.

Sapere che i caschi non sono tutti uguali, non è così scontato. Immaginate un neofita, che per la prima volta si affaccia al mondo delle 2 ruote a motore, sia questo uno scooter, una super sportiva, la vecchia moto del nonno o una di quelle gran turismo che vanno tanto di moda oggi; non pensate che sia corretto, almeno informare che tra le centinaia di caschi sugli scaffali dei negozi ce ne sono alcuni che possono offrire di più? Tralasciamo la miglior ventilazione, la miglior presenza su strada, la buona aerodinamica, i materiali di prima scelta, la leggerezza e il comfort, ma ricordiamogli soltanto che su due ruote si è un bersaglio facile e che quindi è fondamentale equipaggiarsi in maniera adeguata.

Per questo da oggi vorremo far scattare la curiosità, il dubbio, il ragionamento spontaneo, chiamando i prodotti SHOEI, i Dispositivi di Sicurezza SHOEI (DDS).

Il DDS è uno SHOEI, caschi lo sono tutti gli altri.

Kenan Sofuoglu abbatte il muro dei 400 Km/h: è record!

02 luglio 2016

Kenan Sofuoğlu stabilisce un nuovo record di velocità sul nuovo ponte situato nel Golfo di Izmit. In sella alla Kawasaki Ninja H2R e con il DDS SHOEI il pilota turco è riuscito nell’impresa di raggiungere i 400 km/h in soli 26 secondi.

Qui il suo commento: “Non mi ricordo dove ho avuto questa idea del record, ma quando ho firmato l’accordo del 2016 con la Kawasaki, mi piaceva e volevo così tanto questa moto edizione speciale. Quando l’ho chiesta, Kawasaki ha detto che la velocità massima era di 380 km/h e che il loro sogno era quello di raggiungere i 400 km/h. La prima volta che l’ho guidata, ho sentito la sua enorme potenza e velocità, e ho fatto piccoli cambiamenti alla moto – mantenendo le impostazioni originali – senza modificarla. Ho raggiunto 390 km/h nelle mie ultime prove ed oggi ho battuto e raggiunto i 400 km/h. Volevo fare questo tentativo in occasione dell’apertura del ponte, ma per poter beneficiare delle migliori condizioni atmosferiche, l’abbiamo messo in pratica alle 5 del mattino. La velocità massima che si raggiunge durante le gare del campionato mondiale è di circa 300 km/h, i 400 km/h sono davvero una velocità altissima. È stato un sogno raggiungere questa velocità e grazie a Dio ce l’ho fatta. Attualmente sono il leader nel Campionato del Mondo, e il mio prossimo sogno sarà quello di vincere il titolo per la quinta volta”.

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